Spread Btp-Bund stabile sotto soglia psicologica dei 300 punti

Piazza Affari prosegue debole (Ftse Mib 0,2%), frenata da Tenaris (-8,18%), dopo l’inchiesta per corruzione in Argentina che coinvolge anche il presidente e amministratore delegato Paolo Rocca, e Atlantia (-2,8%), il cui amministratore delegato Giovanni Castellucci si è presentato oggi in Procura a Genova per il crollo del ponte Morandi. Lo spread stabile tra i 290 e i 295 punti sostiene i bancari Banco Bpm (+2,46%), Bper (+1,89%), Ubi (+0,8%) e Unicredit (+0,75%), più cauta invece Intesa (+0,39%). Debole Ferrari (-1%), sotto pressione nella vigilia per i timori di nuovi dazi sulle auto importate negli Usa, ed Fca (-1,11%), alla vigilia del confronto con i sindacati sul contratto e sugli stabilimenti italiani. Sotto pressione Tim (-1,9%) dopo il taglio della raccomandazione di Goldman da ‘buy’ a ‘neutral’ e del prezzo obiettivo da 80 a 60 centesimi, mentre prosegue oggi l’esame in Senato del decreto Fiscale che affronta anche il tema della rete unica con Open Fiber.

Tenaris, Paolo Rocca sotto inchiesta in Argentina  – L’ad di Tenaris Paolo Rocca è indagato dal Tribunale di prima istanza in Argentina per il coinvolgimento in presunti pagamenti fatti dal gruppo nel 2008 a un funzionario di governo argentino. Lo comunica in una nota la stessa società mentre il board “conferma il pieno supporto al suo presidente e ceo”. Il cda inoltre precisa di “monitorare la situazione insieme ai suoi legali”.

Martedì, riferisce la stampa locale argentina, il giudice Claudio Bonadio ha incriminato Paolo Rocca, come membro dell”associazione’ illecita diretta da Cristina Kirchner e dedicata alla raccolta di fondi illegali e ha ‘bloccato’, con un embargo, 4.000 milioni di pesos. Secondo il magistrato, il pagamento di tangenti da parte di Techint serviva a risolvere la situazione di Sidor in Venezuela. Nella stessa inchiesta era stato coinvolto Marcelo Mindlin, proprietario di Pampa Energía e dell’ex Iecsa, una società appartenente a Angelo Calcaterra, cugino del presidente Mauricio Macri, ma secondo il giudice non c’era evidenza dei fatti. “Nella risoluzione di 127 pagine – scrive il giornale argentino Clarín – il giudice ha anche deciso di estendere l’accusa contro l’ex ministro della Pianificazione, Julio De Vido e il suo vice, Roberto Baratta” il cui ex-autista ora pentito, Oscar Centeno, sarebbe l’autore delle memorie che hanno permesso l’avvio delle indagini.

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