Asia, sterlina sotto forte pressione

Asia piatta in attesa degli eventi europei. A muoversi in queste ore è soprattutto la sterlina, sotto pressione in attesa che oggi il premier britannico Theresa May annunci l’avvio formale dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Nella notte la valuta è scesa a 1,2385 contro il dollaro, ai minimi intraday contro il biglietto verde dal 21 gennaio scorso. Lo scivolone è cominciato durante la sessione di Wall Street di ieri, in cui la sterlina ha ceduto lo 0,9%.

Nel frattempo, alle ore 7:40 italiane il Nikkei era in rialzo dello 0,07%, Hong Kong scambiava a +0,16% e Shanghai a +0,23%. Oro in flessione dello 0,57% a 1.251,6 dollari per oncia e petrolio Wti americano a 48,54 dollari il barile (+0,35%).

La sterlina si è indebolita anche a causa del parlamento scozzese che ha votato a favore di un secondo referendum per l’indipendenza, garantendo così al primo ministro Nicola Sturgeon l’autorità di negoziare con Westminster su un’altra tornata di voti. In Asia la valuta si è in parte ripresa e viaggia a 1,2393 contro il dollaro, cedendo lo 0,46% nel momento in cui oggi le altre divise sono pressoché stabili. L’euro è a 1,0808 e lo yen a 111,18.

Intanto la società nucleare americana Westinghouse Electric Co. prevede di avvalersi del Chapter 11 sulla legge fallimentare, dopo che il consiglio di amministrazione del gruppo di riferimento, la giapponese Toshiba, ha finalmente approvato la decisione mercoledì. Lo rende noto oggi il Nikkei. I costi per i progetti nucleari di Westinghouse in Georgia e Carolina del Sud hanno pesato molto su Toshiba, che ha avvertito a febbraio di essere pronta per una gigantesca valutazione di 6,2 miliardi di dollari.

Toshiba ha acquistato Westinghouse nel 2006 per 5,4 miliardi di dollari. Il conglomerato giapponese intende anche effettuare uno spin-off della sua unità sui chip di memoria alla fine di marzo per raccogliere il capitale necessario alla svalutazione.

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